WOLF VOSTELL – Epos Vostell

04.12.2009

 

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Epos Vostell

Wolf Vostell

 

Inaugurazione 3 dicembre 2009 ore 19.00

”La confusione della vita quotidiana è enorme ed io devo commentarla. Si vive in un’epoca di grandi malintesi, divergenze, contraddizioni del pensiero e del comportamento. Nello stesso tempo vivere all’interno di molteplici contraddizioni è una delle esperienze più sublimi della vita e in ciò devo essere come una montagna in mezzo al mare agitato” (Wolf Vostell)

La serata ripercorre l’attività dell’artista tedesco Wolf Vostell attraverso la sua produzione di films sperimentali e video, dal 1968 al 1987. Il materiale presentato include anche alcuni filmati originali e inediti per l’Italia che documentano alcune delle più note azioni dell’artista tedesco inventore dell’Happening e precursore della video-arte: Berlin Fieber (1973), Fandango (1973), Endogene Depression (1980), Mythos Berlin Bild (1987).

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in un’epoca in cui quasi nessuno ipotizzava l’uso critico di strumenti quali la televisione e il video, Wolf Vostell critica e classifica come pericoloso ciò che era ritenuto comunemente simbolo del benessere e dell’avanzamento sociale. Fin dalla fine degli anni Cinquanta con l’happening teletrasmesso TV dé-coll/age Ereignisse und Handlungen für Millionen, dove emerge soprattutto la volontà di rifiuto della passività davanti al piccolo schermo. Lo scopo è quello di provocare la reazione e la partecipazione dei telespettatori, generalmente irrigiditi e passivi davanti allo schermo. La sovrapposizione di differenti livelli di realtà, apparentemente contraddittori e privi di legami, presente nei lavori video e nei cortometraggi di Vostell è comparabile al processo dei manifesti strappati (il procedimento del De-Collage da lui inventato fin dai primi anni Cinquanta) e rivela anche il legame con i videotapes realizzati da Vostell nei quali più strati di immagini si moltiplicano senza fine. Il primo video realizzato da Vostell allude, già nel 1963, con il contrasto tra l’oggetto-televisore statico e il flusso delle sequenze di immagini in dé-coll/age, al bombardamento incessante delle informazioni attraverso i media. La tecnica della sovrapposizione di immagini estrapolate da trasmissioni televisive ritorna in successivi video dell’artista ma è accantonata in TV Cubisme del 1985, prodotto dalla RTBF di Liegi per la trasmissione Vidéographie di Jean-Paul Tréfos. Il soggetto di questo video, il confronto tra materia animata e materia inanimata, ritorna nel corso degli anni Settanta e Ottanta anche nelle dieci versioni, eseguite dal 1975 al 1986, di Endogene Depression, nelle quali la presenza di televisori è associata ad esseri animali che sottolineano il contrasto tra l’universo naturale e l’artificialità della macchina.

Il materiale presentato proviene dall’archivio del Museo Vostell Malpartida (Spagna). In collaborazione con il Goethe-Institut Mailand

 

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